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L'Indice di Massa Corporea (IMC) noto anche con l'acronimo inglese BMI (Body Mass Index), è un parametro che viene utilizzato ampiamente in ambito medico e nel campo della ricerca per poter valutare qual è la condizione di peso di una persona rispetto alla sua statura.

La formula per calcolarlo è relativamente semplice: infatti, basta dividere il peso in chilogrammi per il quadrato dell'altezza in metri (kg/m²). Dopo aver fatto il calcolo questo indicatore permette di avere una misura grossolana per classificare le persone in categorie di peso che servono a comprendere qual è l'influenza che il peso potrebbe avere sulla salute.

Come calcolare indice di massa corporea in modo corretto?

Per calcolare l'indice di massa corporea, dunque, è sufficiente conoscere due dati fondamentali: il peso e l'altezza dell'individuo.

Molte piattaforme online offrono calcolatori di IMC dove gli utenti possono inserire questi dati e ottenere immediatamente il loro indice.

I risultati possono dare dei valori accettabili generalmente quando si parte da un calcolo che prevede un peso minimo di 30 kg fino a un massimo di 150 kg e un'altezza da 120 cm a 210 cm. Al di sotto o al di sopra di questo peso o altezza, in genere, i risultati potrebbero non essere abbastanza chiari o corretti.

Interpretazione dei Valori

L'OMS, ossia l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha creato dei parametri che permettono sulla base del risultato dell'indice di massa corporea di definire quali siano le condizioni fisiche dell'interessato.

Questa però si configura sempre come una prima valutazione, che non può essere definitiva ma che deve essere integrata con l'anamnesi del paziente e con altre considerazioni che solo un esperto può svolgere in modo corretto.

Seguendo comunque la tabella dell'OMS possiamo vedere come ad ogni valore si vada a contraddistinguere una situazione che va dall'eccessiva magrezza fino all'obesità di terzo grado.

Queste classificazioni aiutano a identificare individui a rischio di condizioni di salute correlate al peso, come malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, e problemi articolari.

Limitazioni nell'uso di questo valore

Nonostante sia molto utilizzato, l'IMC presenta alcune limitazioni significative. Non è in grado di distinguere tra massa grassa e massa magra (muscolare e ossea) e non considera la distribuzione del grasso corporeo, elemento cruciale per valutare il rischio di alcune malattie. Ad esempio, un'elevata accumulazione di grasso addominale è un fattore di rischio noto per malattie cardiovascolari e diabete tipo 2.

Rischi associati a valori anormali

L'Indice di Massa Corporea (IMC) è un parametro utilizzato comunemente per valutare il rischio per la salute associato a diversi livelli di massa corporea. Tuttavia, valori troppo alti o troppo bassi possono indicare rischi significativi per la salute che meritano un'analisi più approfondita.

Rischi Associati al Sovrappeso e all'Obesità

Un IMC elevato è spesso indicativo di sovrappeso o obesità, condizioni che sono collegate a un'ampia gamma di problemi di salute:

Rischi associati al sottopeso

Un IMC inferiore a 18,5 è classificato come sottopeso e può essere altrettanto pericoloso per la salute:

Sia il sovrappeso che il sottopeso presentano significativi rischi per la salute, sottolineando l'importanza di mantenere un IMC entro un intervallo sano. Inoltre, per coloro che si trovano in uno di questi estremi di IMC, è essenziale cercare la guida di professionisti della salute per gestire il proprio peso in modo sicuro ed efficace.

Considerazioni Finali

Data la sua facilità di calcolo, l'IMC rimane uno strumento prezioso per screening di massa e studi epidemiologici, permettendo una rapida classificazione del rischio relativo al peso.

Tuttavia, per una valutazione completa dello stato di salute e del rischio di malattie, è fondamentale considerare altri fattori come la composizione corporea, la distribuzione del grasso, e lo stile di vita generale dell'individuo.

In sintesi, mentre l'IMC può fornire indicazioni utili sulla condizione di peso relativo e sui potenziali rischi per la salute, non dovrebbe essere l'unico strumento per guidare decisioni riguardanti la dieta o il regime di esercizio fisico. Pertanto, è importante consultare professionisti della salute, come nutrizionisti e dietisti per approfondire analisi e ottenere consigli personalizzati.

Oggi vogliamo rispondere a una domanda che spesso ci viene posta ossia le pratiche olistiche cosa sono? Oggi si parla sempre di più di tecniche e pratiche olistiche ma non tutti sanno esattamente cosa sono e quali possono essere definite tali o meno.

Iniziamo con il dire che per definizione le pratiche olistiche rappresentano un approccio integrato al benessere che mira a trattare l'individuo nella sua interezza, considerando mente, corpo, spirito ed emozioni.

Questo metodo, derivato dal termine greco "olos" che significa "totalità", si distacca dalla visione tradizionale occidentale che tende a focalizzarsi su singoli aspetti o sintomi della salute.

Origini delle pratiche olistiche

Le pratiche olistiche, sebbene abbiano guadagnato popolarità in tempi moderni, traggono le loro radici da antiche tradizioni filosofiche e mediche che abbracciano una visione integrata dell'essere umano. L'evoluzione di queste pratiche attraverso la storia dimostra come le culture di tutto il mondo abbiano riconosciuto l'interconnessione tra mente, corpo e spirito.

Le origini delle pratiche olistiche possono essere tracciate indietro a diverse antiche civiltà, tra cui quelle indiana, cinese ed egizia. In India, per esempio, il sistema dell'Ayurveda, che significa "scienza della vita", è una delle più antiche forme di medicina olistica documentata, risalente a più di 5.000 anni fa. Questa pratica si basa sulla convinzione che la salute e il benessere derivano da un delicato equilibrio tra mente, corpo e ambiente.

Nella Cina antica, la medicina tradizionale cinese (MTC) incorporava pratiche come l'agopuntura, la fitoterapia e il tai chi, tutte basate sull'idea di un flusso di energia vitale (Qi) attraverso il corpo, che deve rimanere in equilibrio per mantenere la salute. La MTC enfatizza l'importanza della prevenzione delle malattie e del trattamento delle cause sottostanti di squilibrio, non solo dei sintomi.

Anche in Grecia, la nozione di olistica era presente, come dimostra l'opera di Ippocrate, spesso considerato il padre della medicina occidentale. Ippocrate insegnava che la guarigione viene da dentro e che è fondamentale considerare l'individuo nella sua totalità per trattare le malattie. La sua enfasi sulle diete, l'esercizio fisico, e l'equilibrio dello stile di vita sono principi ancora centrali nelle pratiche olistiche moderne.

Contributi di Jan Smuts

Il termine "olistico" fu coniato modernamente da Jan Smuts nei primi anni del XX secolo. Smuts, influenzato dalla teoria dell'evoluzione di Darwin e dai concetti emergenti in biologia, psicologia e filosofia, introdusse il termine nel suo libro "Holism and Evolution". Smuts proponeva che l'olismo rappresentasse un nuovo tipo di pensiero evolutivo, focalizzato sulla comprensione di sistemi e strutture come totalità integrate e interdipendenti.

Diffusione nel XX Secolo

Nel corso del XX secolo, le pratiche olistiche hanno guadagnato terreno anche nel mondo occidentale, soprattutto con l'emergere di movimenti che sfidavano l'approccio medico convenzionale, incentrato sulla malattia. La crescente insoddisfazione verso l'approccio riduzionista della medicina moderna ha portato molte persone a cercare alternative che offrissero un approccio più completo e naturale alla salute.

Impatto Globale

Oggi, le pratiche olistiche sono diffusamente riconosciute e integrate in vari sistemi sanitari in tutto il mondo. Esse attraggono individui che cercano metodi più naturali e meno invasivi per gestire la salute e prevenire le malattie, riflettendo un desiderio globale di ritornare a un approccio più bilanciato e integrato alla cura della persona.

Principi delle pratiche olistiche

Le pratiche olistiche non si concentrano esclusivamente su una malattia o un sintomo specifico. Piuttosto, cercano di identificare e trattare le cause profonde dei disturbi, promuovendo il naturale equilibrio del corpo. Secondo questa filosofia, i sintomi sono visti come segnali del corpo che indicano uno squilibrio da correggere, non meri problemi da eliminare.

Pratiche olistiche cosa sono? Ecco le tecniche e discipline che ne fanno parte

Le pratiche olistiche abbracciano un'ampia gamma di tecniche e discipline, ciascuna delle quali contribuisce a migliorare il benessere generale dell'individuo attraverso un approccio integrato e personalizzato.

Tra le principali troviamo:

Ogni una di queste pratiche può essere adattata alle esigenze individuali, offrendo un percorso personalizzato verso il benessere e la guarigione.

Le pratiche olistiche offrono un'alternativa preziosa alla medicina convenzionale, concentrandosi sulla prevenzione e sull'ottimizzazione del benessere generale.

Adattabili e personalizzabili, queste pratiche rappresentano una risorsa accessibile a chiunque desideri esplorare i benefici di un approccio più integrato e consapevole alla salute.

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